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Tour dell’Argentera: Parte II

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Tour dell’Argentera: Parte II

Lunga, infinita, faticosa discesa dal Colle Brocan verso il Rifugio Genova. All’inizio troviamo addirittuta 2 o 3 estesi nevai che attraversiamo prestando attenzione prima di attaccare un’estesa pietraia. Poco sotto incontriamo i primi stambecchi che allieteranno il nostro cammino fino al rifugio.

stambecchi rifugio genova alpi marittime

Il Rfugio Genova inizia ad essere visibile. Esso è posto tra il Lago Brocan, naturale e di un caratteristico color azzurro, e il bacino artificiale del Chiotas, le cui acque profonde sono di un blu scuro. Gli avventori di questa struttura sono molto più numerosi (e rumorosi) rispetto al Remondino. Questo rifugio è infatti raggiungibile con una breve passeggiata seguendo uno stradello asfaltato e richiama ovviamente molti più turisti, spesso non proprio amalgamati con la quiete e il rispetto tipici della montagna.

lago brocan rifugio genova

Consumato un abbondante pasto ci concediamo un paio d’ore di relax a bordo lago, schiacciando un pisolino e divertendoci ad arrampicare i massi erratici presenti in gran quantità.

rifugio genova bouldering

Dopocena ne approfittiamo per una rilassante passeggiata in direzione della diga del Chiotas sfruttando le ultime luci del giorno. Al rientro ci adagiamo sulle brande e proviamo a dormire sperando che la numerosa famigliola “cittadina” che la sorte ci ha assegnato come compagni di camerata non faccia troppo baccano.

rifugio genova alpi marittime

Al mattino ci congediamo dal Rifugio Genova e iniziamo il nostro cammino abbracciati da una splendida giornata di sole. Ripercorriamo il percorso verso la diga del Chiotas effettuato poche ore prima e ci godiamo dei bei riflessi delle montagne nell’acqua immobile del bacino.

colle chiapous diga chiotas

Risaliamo con un buon ritmo i numerosi tornanti che portano al Colle del Chiapous, a 2.526 m e ci fermiamo per rinfrescarci godendo lo straordinario panorama sulle vette circostanti.

colle del chiapous marittime

Adesso il percorso prevede più di 1.000 m di dislivello in discesa fino a Terme di Valdieri, dove abbiamo lasciato la macchina 2 giorni prima. A una ventina di minuti di distanza dal colle raggiungiamo il bel Rifugio Morelli Buzzi. Ci piace spendere due parole in più su questa struttura per sottolineare la gentilezza del gestore, la bellezza selvaggia del vallone in cui è posto e l’atmosfera genuina e accogliente che vi si respira.

rifugio morelli buzzi val di gesso

Terminiamo la sterminata pietraia e iniziamo la discesa su praterie di alta quota, passando dall’ameno Lagarot di Lorousa, un piccolo specchio d’acqua perfetto per godersi una tranquilla giornata di sole, e godendo della vertiginosa vista sul Canalone di Lousousa, un colatoio di neve e ghiaccio di 900 metri di dislivello e con pendenze medie di 45°.

canalone di lourousa alpi marittime

Perdendo ancora quota finiamo in un fitto bosco, dove abbiamo un piacevole quanto inaspettato incontro con un bell’esemplare di camoscio.

camoscio lourousa alpi marittime

In una cappa di caldo veramente asfissiante raggiungiamo finalmente la macchina e, sfiniti, togliamo dalle spalle gli zaini e facciamo rotta verso casa portandoci dietro una nuova collezione di bei ricordi. Questa zona è veramente magica e non mancheremo di ritornare !

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